Ci risiamo: eccomi di nuovo a dover preparare il pranzo e a non avere nulla di realmente utile – intendo: nulla che mi ricordi una ricetta che già conosco!
Però, fuori piove, fa freddo e non ho proprio voglia di uscire! Allora, devo cercare di vedere che cosa ho in frigo e come posso usarlo.
Nel mio frigo le carote non mancano mai, anche perchè spesso sono utili per un soffritto, per cuocere la carne, per esempio, o un minestrone. Si trova anche quasi sempre un pezzetto di formaggio, in particolare quello morbido, che mi piace particolarmente, e si trova anche, ovviamente, un pezzettino di prosciutto, che può essere intero o in una busta, tagliato già a fette.
E questa volta ho anche la fortuna di avere ancora, nel cassetto delle verdure, qualche foglia di salvia, secca ma ancora usabile. Cosa ci inventeremo? Vediamo!

Per prima cosa, lavo e pulisco le carote, e poi le taglio il più finemente possibile. A questo punto le metto in una pentola, o in una padella, scegliete voi, perchè devono essere bollite il più possibile, fino a creare una specie di crema, che andrà a coprire tutta la pasta.
Questa è la base per avere della pasta ben coperta e ben condita.

Avrei potuto mettere sia il burro, sia l’olio sul fondo della padella, ma in questo caso, dato che ho intenzione di usare il formaggio brie, che ha già una base grassa piuttosto intensa, ho scelto di mettere solo l’olio sul fondo della padella. A questo punto, verso le carote, fatte a pezzettini più fini possibili, le aggiusto di sale, ci verso un goccetto di vino bianco e lo faccio sfumare a fiamma viva. Se necessario ci aggiungo un pochino di acqua e proseguo la cottura con la padella coperta da un coperchio.

Due suggerimenti. Il primo riguarda il sale. Ricordatevi che, se avete intenzione – come farò anche io – di mettere del prosciutto insieme alle carote, dovete tenervi decisamente bassi con la quantità di sale da aggiungere in questo momento. Altrimenti, se non metterete il prosciutto e farete una ricetta vegetariana, potete in questo momento mettere un po’ più di sale.
La seconda cosa, il secondo consiglio: non vi dimenticate mai che per questo tipo di cucine, in cui c’è la presenza di una padella antiaderente, è necessario usare un cucchiaio di legno, delle posate di legno, che non rovinano il teflon.

Quando è il momento di mettere su l’acqua per la pasta? A saperlo! Io ho messo l’acqua subito dopo aver messo le carote a bollire, a cuocere, perchè so che per le carote ci vuole parecchio tempo, ma anche l’acqua… arrivare a cento gradi… non scherza! Quindi, mentre aspetto che l’acqua bolla ho tagliato il prosciutto a dadini e l’ho messo insieme alle carote.
Se decidete di fare una ricetta vegetariana, potete sbizzarrirvi con tutte le erbe che avete in casa! Io suggerirei, per esempio, del timo, della maggiorana ma anche, forse, un pochino di prezzemolo, ma senza esagerare.

A questo punto arriva il solito dilemma: quale pasta fare? In questo caso, visto che il condimento è fatto da pezzetti abbastanza solidi, non è un sugo – ad esempio di pomodoro – io suggerirei o, perlomeno, in base al mio gusto, suggerirei e farò delle lumachine, lumache rigate. Ovviamente, nel mio gusto devono essere rigate, non mi piace la pasta liscia perchè secondo me non prende abbastanza condimento, ma questo è un gusto personale.
Consiglio una pasta che sia di Gragnano. Le marche possono essere diverse, ma l’origine – di Gragnano – è un buon sintomo di qualità.

Un altro consiglio: nel momento in cui avete la necessità di mescolare la pasta dentro l’acqua che bolle, usate un cucchiaio di legno diverso da quello che state usando per il condimento, perchè l’acqua mista ad amido di cottura della pasta non ha bisogno, in realtà, di molto detersivo per essere lavata dalla pentola. Per cui (e questo è un consiglio ecologico) risparmierete detersivo, acqua e impegno se terrete separate appunto la stoviglia, il cucchiaio, per mescolare la pasta e quello per mescolare il condimento.
Un altro suggerimento: non sottovalutate il potere dell’acqua di cottura della pasta, perchè se inserite alcuni mestoli (uno o due, a seconda della “secchezza” del condimento che state preparando) nel condimento, l’amido servirà a creare una sorta di “cremina” e renderà tutto più denso e facilmente legabile alla pasta.

Problema: vorrei mettere il formaggio nel condimento, e ho bisogno che si squagli, per cui devo per forza scaldarlo, ma allo stesso tempo so che se lo metto nella padella il formaggio, poi, si attaccherà alla padella, e sarà difficile poi lavarla.
Forse, se avessi un microonde, potrei squagliare, sciogliere il formaggio al microonde e aggiungerlo poi alla fine, quando spadellerò la pasta, ma non ce l’ho, in questo momento, un microonde, quindi penso che, come si dice a Roma, “me la rischierò”, cioè rischierò di far attaccare un pochino il formaggio e lo aggiungerò prima che la pasta sia pronta.

Probabilmente, i francesi si arrabbierebbero molto con me, ma ho tolto tutta la parte esterna del brie, cioè quella – diciamo – “buccia con muffa” che, so che può essere mangiata, anzi, per loro deve essere mangiata. In questo caso, onestamente non mi piace l’idea di mangiare della pasta e di trovare delle parti solide che sono quelle, appunto, della buccia; per cui, preferisco usare solo la parte grassa e quindi ho tolto la buccia, e adesso lo sto facendo squagliare dentro la padella.
Questo è anche il momento giusto per aggiungere l’acqua della pasta.

E questo è il prodotto finito! Secondo i propri gusti, è possibile aggiungerci una spolverata di pepe nero appena macinato… oppure no.
Per il parmigiano: io prima suggerirei di assaggiare la pasta, perchè ci sono già dei sapori piuttosto forti, e quindi il parmigiano potrebbe stonare. Ma, anche in questo caso, è una questione di gusti.
Buon appetito!