Non sono mai stata una grande appassionata di verdure. Anzi, a dirla proprio tutta, non mi sono mai piaciute e, per quanto possibile, ho sempre evitato di mangiarle.
Si, lo so, le verdure sono ricche di sostanze essenziali per l’organismo, e tutti i maggiori esperti dicono che bisognerebbe mangiarne almeno cinque porzioni al giorno. Sono ferratissima, nella teoria.
Questi giorni così freddi, però, mi hanno fatto venire voglia di zuppe calde, e per caso ho scoperto un ortaggio che mi sembrava piuttosto facile da maneggiare. La sua forma è sferica, le foglie, lisce e carnosette, sono compatte l’una sull’altra. Avete capito di cosa sto parlando? Bravi, perchè io ancora no.
Non so perchè, la mia testa aveva etichettato quell’ortaggio come “verza”, ma poi, andando a guardare le foto, ho scoperto che la verza è totalmente diversa. “La verza ha le foglie increspate”, si legge nella descrizione. “Il suo colore è verde scuro, ha nervature ben a rilievo e le foglie esterne si aprono a fiore”. No, decisamente non è la cosa che ho comprato.
Quello che ora è nella mia cucina dovrebbe essere un cavolo cappuccio.
A leggere le sue caratteristiche, quasi quasi rimpiango di non averlo incontrato prima: è un antinfiammatorio naturale, è un efficace antiossidante contro i radicali liberi; gli oltre 45 tipi di flavonoidi presenti uniscono proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, rendendolo un alimento speciale per combattere lo stress.
Contiene sostanze in grado di riattivare (o risvegliare) i “cercatori di tumori” nel nostro corpo; depura il fegato, abbassa la pressione e, dato che è ricco di calcio e vitamina C, rinforza il sistema immunitario.
Insomma, sembra una piccola farmacia racchiusa in una grossa palla giallino-verdastra.
Ma come dovrei cucinarlo?
Vi farò rabbrividire ancora una volta: vi racconto come l’ho cucinato io, improvvisando. Si, lo so che la verdura andrebbe “scottata” nell’acqua o cotta al vapore, perchè più cuoce, più perde le sue proprietà, ma io da qualche parte dovevo pur cominciare.
Ho fatto un soffritto di cipolla e carota, e l’ho fatto cuocere per una ventina di minuti, a fuoco prima allegro, poi basso, sfumandolo anche con vino bianco per essere sicura che ogni pezzettino fosse sufficientemente molle (ve l’ho detto che non mi piace la cipolla cruda o crudastra!).
Nel frattempo, ho tagliato dei pezzetti piccoli di carne di maiale (quelli che avevo io erano di “capocollo”, grassetti ma non troppo), e quindi li ho aggiunti al soffritto e fatti rosolare. Anche in questo caso, dopo un po’ ho aggiunto del vino, e alla fine ho versato una presa di sale, perchè mi piace sentire il gusto “saporito” della carne.
Ho tagliato il cavolo cappuccio a pezzettini (fettine poi spezzettate) e l’ho versato nella pentola, mentre l’acqua bolliva nel contenitore del tè. Il tempo di un paio di mescolate, e ho aggiunto acqua bollente fino a coprire tutto. Mezz’ora di cottura a fiamma media… e la zuppa era sufficientemente commestibile.
