Finora, ho parlato di candele. Ovvio: è ciò che salta prima all’occhio, appena si fa un giro da queste parti. Eppure, uno studio recente ha chiesto ai danesi cosa associno all’idea di “hygge”, e la risposta – a sorpresa – ha collocato le candele accese solo al secondo posto.

Al primo… ci sono le bevande calde. Tè, caffè, cioccolata (meglio se con una spolverata di cannella, che fa tanto Natale – elemento che si trova al quarto posto, dopo i caminetti accesi).

All’ottavo posto ci sono torte e dolciumi, e al nono c’è l’azione del cucinare, più in generale.

Torte e paste rendono tutto hyggeligt, che si tratti di mangiarle o di prepararle.

La lievitazione lenta è preferibile a quella veloce, e non per un fatto di salute: più si cucina lentamente, più è hyggeligt.

Il massimo, poi, è il momento in cui si cuociono i dolci in forno, e quel profumino di cannella e vaniglia si sparge per tutta casa.

Oggi, un’amica ha portato qui a casa dei panini che aveva appena sfornato, e li abbiamo mangiati con il formaggio: mancava solo un bicchiere di vino rosso (tralasciato perchè era troppo presto), e l’hygge sarebbe stato completo.

A quel punto, ho deciso di cercare di conservare l’atmosfera, preparando una torta. Per il momento, la frutta sta macerando in un misto di liquore, zucchero, limone e cannella, mentre il burro si ammorbidisce sul termosifone.

Vi farò sapere come andrà a finire.